Un bellissimo saggio di Daniele Garritano
Sul mio comodino di bibliotecaria, ogni tanto appoggio un saggio sui libri o sulla lettura. L’ultimo è il prezioso (piccolo ma sostanzioso) saggio di Daniele Garritano. Mi piace molto la sua riflessione iniziale:
Qualsiasi finzione di tipo letterario si pone sia come l’oggetto della lettura, che come un dispositivo di lettura.
Subito Garritano spiega un concetto che, sulle prime, può apparire ambiguo, se non oscuro: la narrazione è oggetto di lettura in quanto deve essere decifrata e compresa ma, allo stesso tempo, è essa stessa una chiave di lettura della realtà, esteriore ed interiore. La lettura attiva risorse interpretative e creative: non è una pratica passiva ma un’esperienza quotidiana di ricerca di senso e relazioni. Si tratta di una pratica dinamica, cui va riconosciuta la capacità di creare legami tra la nostra esperienza e quella degli altri. Tracciare relazioni e negoziare confini sono le attività in cui si muove il lettore.
Il saggio si articola in quattro capitoli; dopo una mappatura concettuale degli studi più rilevanti sulle implicazioni culturali e sociali della lettura, il secondo capitolo si concentra su rapporto tra il lettore e il testo. Il terzo capitolo si propone di delineare una epistemologia della pratica di leggere. Infine, il quarto capitolo riporta il resoconto di un’indagine condotta dal Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Reggio Calabria, a partire da 20 interviste rivolte a lettrici e lettori su come la pratica di leggere contribuisca a definire il proprio orizzonte di vita. Qual è il ruolo delle pratiche di lettura nella costruzione di senso della nostra vita e quanto influiscono nella nostra visione del mondo, nella nostra Weltanschauung?
Una mappatura per gli studi sulla lettura
Tanti sono qui i filoni e gli autori citati: Jauss, Gadamer, Iser, Eco. L’idea di fondo è la relazione di reciprocità tra il testo e il lettore, che si confronta con la narrazione a partire dalla propria esperienza di vita. Un unico testo può essere letto in mille modi diversi, tanti quanti sono i lettori e le loro vite; il lettore, infatti, si avvicina alla narrazione con i propri ricordi e le proprie esperienze attuali. Dall’incontro con l’opera, il lettore “genera” qualcosa di nuovo ed è così che la lettura si trasforma in una creazione poetica, come riferisce Yves Bonnefoy.
Nella sua mappatura, Garritano riprende il tema della lettura nella vita quotidiana e l’esperienza di leggere come pratica autobiografica. Non poteva mancare una citazione di Marcel Proust che ci riporta alla tenerezza delle prime esperienze di lettura:
non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuto tanto pienamente come quelli che abbiam creduto di aver trascorso senza vivere, in compagnia di un libro prediletto.
La lettura riporta lo scrittore a contatto con l’io bambino e con la sua infanzia. Così, per Proust, non è perduto il tempo passato a leggere e, anzi, è un tempo vissuto pienamente.
Dal punto di vista della sua influenza sulla vita, Garritano riconosce, a partire dagli studi raccolti, che la lettura apre al “decentramento”, cioè alla capacità di uscire dal proprio egocentrismo come esclusiva visione della vita e della realtà per confrontarsi con l’altro. Consente “l’ampliamento delle possibilità di comprendere la condizione umana attraverso l’immaginazione narrativa”. C’è una circolarità feconda tra forme di vita e pratiche di lettura. Una circolarità attraverso cui si mette in gioco la nostra comprensione del mondo reale (così Marielle Macé).
Si fa fatica a costruire una mappa del territorio della lettura, proprio perché si tratta di una attività costruttiva e trasformativa. Mappare la lettura è come cercare di fissare cioè che è creativo e dinamico:
La lettura rappresenta a tutti gli effetti un’attività costruttiva e trasformativa, con un potenziale creativo talmente radicale da riscrivere le sue stesse regole per rispondere a esigenze differenziate nello spazio e nel tempo. È questa caratteristica a rendere
il suo territorio particolarmente arduo da mappare, poiché i suoi rilievi e i suoi confini devono essere ritracciati a seconda dei processi culturali, dei contesti storico-sociali, dei soggetti coinvolti in questa attività plurimillenaria .
Quando leggere ti cambia la vita
La lettura interagisce nella costruzione del senso e nella comprensione degli altri. Attraverso la narrazione, infatti, lettore allarga continuamente i suoi orizzonti di vita e di esperienza. Chi non si è identificato nei personaggi delle storie? Leggere crea empatia, sensibilità: è una pratica che contribuisce ad ampliare la comprensione dell’umano e, in questo senso, rende il mondo più abitabile. Sappiamo quanto ce ne sia bisogno.
Ecco: questo e tante altre cose ancora sulla lettura.
Un ultimo pensiero su cui riflettere:
La lettura ci fa essere noi stessi poiché ci aiuta a raccontare la nostra storia collocando, interpretando e mettendo in relazione personaggi ed eventi che la compongono. Lasciarsi trasportare da un libro rappresenta, almeno in termini transitori, una via alla sperimentazione di sé attraverso la comprensione dell’altro.
Buona lettura!
